
La fondazione della città risale ad un atto del 12 novembre 1243, rogato dal notaio Marinario Casacia, nel quale si dava
facoltà al Marchese Manfredi Lancia, al Comune di Alba e alla gente di Bra di costruire una città
che permettesse una sicura difesa dai nobili guelfi, nemici dell'Imperatore.
Cherasco la si ricorda anche per il luogo in cui si firmarono due famosi atti di pace:
La città mutò molto nell'arco degli anni, sia dal punto di vista strutturale che architettonico.
Nata con la prospettiva di difesa una delle prima opere fu proprio la costruzione delle mura di difesa,
specie sul lato sud.
Subito dopo, però, si iniziò la costruzione dei primi palazzi e delle prime "torri".

La Cherasco del Trecento fu caratterizzata da uno sviluppo verticale dell'architettura,
mentre la pianta adottò fin da subito la struttura dell'accampamento romano con le
strade che si intersecano perpedicolarmente.
Strutture gotico-quattrocentesce sono venute alla luce nei restauri della facciata del
palazzo Municipale.
Durante il periodo barocco l'architettura fu modificata in maniera sostanziale, molte furono le decorazioni
in cotto che vennero coperte per lasciar spazio al nuovo stile.
Risale al 1348 il castello (quello di oggi č un ricostruzione) quando i Visconti di Milano conquistarono Cherasco.
Il settecento ha lasciato in Cherasco un vastissimo numero di portoni intagliati e di ferri battuti,
questi ultimi presenti sopratutto nei parapetti dei balconi.
(Bibliografia: Cherasco 1243-1983 ed. PRIMALPE edizioni)
Risale ai primi del '700: caratteristica la facciata barocca in cotto. All'interno preziosi stucchi di Domenico Beltramelli.
Affrescata all'interno, il portone si mostra nei suoi splendidi intagli di gusto cinquecentesco. La facciata doveva accordarsi con l'Arco di Belvedere.
Iniziato nel 1668 (finito nel 1687), quale atto di scioglimento di un voto della città alla Madonna per essere stata preservata dalla peste. Le statue, in origine lignee, furono sostituite nel '800 da statue in cotto.
Opera dell'architetto Vercellone creata attorno all'antica cappella di S. Giovanni ad Fontes e l'antico affresco raffigurante la Madonna. La facciata fu completata e modificata nell'ottocento anche se il campanile e il corpo della chiesa rispecchiano il disegno d'origine a struttura ottagonale.
Sulla facciata esterna
campeggia lo stemma, fatto dipingere nel 1785 dal Bernero, in cui troviamo la metafora di un giovane
e di una giovane, Tanaro e Stura, che racchiudono Cherasco alla loro confluenza di fondovalle.
Lo stemma autentico della città è invece rappresentato da una
croce rossa in campo bianco.
La torre, anch'essa recentemente ripulita, mostra in facciata
un prezioso e raro lunario con un scena boschereccia su cui, secondo le fasi, la
luna sorge e tramonta.
Sul lato sud, dopo i lavori di restauro, è apparsa un'elegante meridiana barocca.